Ma quante volte te lo devo dire!
Non fare quello che stai facendo!
E poi giù musi lunghi… La nostra vita, amici del blog, è scandita da facce lunghe e incomprensioni reciproche che ci inscatolano e poi….
Cosa vuoi dire quando dici quello che dici?
Sei sicuro di saperlo?
Una signora di recente, entrando nello studio di Milano, mi racconta di suo marito che non capisce un cavolo! Usa proprio questo termine: “un cavolo”. E sottolinea, che quando si sono sposati, lui non era così ma ora… poi le chiedo cosa non capisce “tutto” (riporto le sue parole esatte) “Tutto?” le domando, “cosa precisamente del tutto cui allude le dia fastidio”. Anche perché mi racconta che è un uomo servizievole, (giuro lo definisce così), che porta la spesa, butta via la pattumiera, lava i piatti.
“Allora cosa le da così noia?”
“Non capisce che quando gli dico di cambiare aria, intendo aprire le finestre, invece lui prende e se ne va scocciato”, mi risponde lei.
“Come gli dice di cambiare aria?”
“Alzo un po’ la voce perché non ci sente”
(la signora ha un apparecchio acustico e ho la sensazione che sia più lei ad avere difettucci d’ascolto). Vedi com’è, basta una interpretazione differente, che il finimondo arriva. Volevo solo dire, ma ho detto invece….
Impariamo a nutrirci di silenzio e a capire che ciò che diciamo verrà interpretato dagli altri e cerchiamo magari di capire cosa intendano con precisione quando affermano che è buio, come ad esempio m’è successo: un amico mi disse che era buio il mio studio. Allora pensai di accendere la luce. Poi mi riprese: “Non buio buio, solo un po’ buio”.
Voi avete capito?
Marco






