Siamo così orientati alle cose superficiali, sempre pronti a raccontarci delle scuse ben condite dai “ma”, se “forse”… fai attenzione a come parli a te stesso e agli altri e concentrati su quanto le tue parole siano semi che germogliano sempre in unica direzione: la sconfitta, il lasciarti andare… Magari per te non è così. Magari. Visto, basta aggiungere un “magari” per allontanarti dal senso del tuo volerti bene.
Però, forse, per te non è così.
Seguimi comunque e fammi sapere le tue esperienze. Quando osservi una pianta, ti accorgi di come sia capace di crescere in situazioni difficili e quasi impossibili.
Il tarassaco, quel fiore giallo che spacca l’asfalto, un fiore che demolisce il cemento duro… proprio come lui, noi tutti, io e te e anche qualcuno che conosci, magari che ti sta accanto, dobbiamo cercare di lamentarci meno, rompendo gli argini che per primi abbiamo creato e che ora ti imprigionano.
La salvia, un altro esempio di forza della natura, sui terreni grassi asciuga e sopravvive, o il pino freddo e solitario che s’inerpica e sanguina resina, senza proferire lamento.
Le piante sembrano che si lamentino di questi umani che le tagliano e infieriscono disboscando i sogni delle generazioni future. L’uomo fa soffrire l’albero, e l’uomo fa soffrire l’uomo. Mai accade il contrario, eppure l’albero cura l’uomo, da ossigeno e ombra e frutto e colore, nonostante l’uomo continui a infliggere colpi d’ascia e altro. L’albero sa perdonare, l’uomo non sempre, e c’è molto da imparare dal grande fratello verde. Osservalo quando vai al lavoro domani, ascolta i suoi consigli e respira la sua essenza sacra ed antica: ha visto battaglie, ha dato calore e ora è carta per il diario dei tuoi figli, lui, così antico e buono e curativo è spazio per i tuoi scarabocchi! Ma ci pensi!
Sa crescere ovunque, sa perdonare sa curare, conosce le stelle le notti più lontane hanno visto la sua immagine riflessa nelle acque del grande lago del tempo.
Abbiamo proprio da imparare tanto…
Marco

Commenti